Siamo andati al "Lagusel".... uno specchio d'acqua a 2100 metri di altitudine, un piccolo "Carezza".

Nuotatore da bambino, innamorato del running e folgorato dalla bici (scoperta per un infortunio...) = TRIATHLON!








Famoso fra i cicloamatori è il rettilineo di Malga Ciapela, circa tre chilometri completamente diritti ad una pendenza media di oltre il 12%. Si tratta, oltre che di uno dei tratti più difficili da scalare, di una delle strade alpine che permettono velocità in discesa molto elevate, anche oltre i 100 chilometri orari. (da Wikipedia)
Salendo da Caprile, dopo aver passato il ponte che sovrasta i Serrai di Sottoguda, iniziano i dolori per il ciclista che affronta questa salita epica: la pendenza è quasi sempre superiore al 10%, e il dislivello da scalare è di quasi 800 metri, nessuno dei quali potabile.
Il Giro d'Italia ha affrontato questa salita diverse volte nella sua storia, l'ultima delle quali il 19 maggio 2006 durante la 19° tappa (Pordenone - Passo di San Pellegrino).
La tappa è vinta da GARATE Juan Manuel (Spagna), seguito da VOIGT Jens (Germania) e VILA ERRANDONEA Francisco J. (Spagna). Gilberto Simoni e Ivan Basso arrivano appaiati a 2'15'' mentre Danilo di Luca perde 2'19''.
Sul passo Fedaia passano nell'ordine BALIANI Fortunato (Italia), GARATE Juan Manuel (Spagna), VILA ERRANDONEA Francisco J. (Spagna), LAVERDE JIMENEZ Luis Felipe (Colombia), SELLA Emanuele (Italia).
La salita anche prima di Malga Ciapela è dura ma affrontabile, sia per la presenza di curve che permettono di respirare, sia perchè la fatica nelle gambe non si è ancora accumulata.
Appena passata Malga Ciapela, da cui partono le funivie che salgono alla cima della Marmolada, inizia il calvario ciclistico: chi ha provato l'ascesa non può dimenticare i 3 km di rettilineo con pendenza del 12-13% e tratti al 15%, senza respiro, senza la possibilità di riprendere fiato e senza nemmeno il miraggio di un tornante che possa diminuire la fatica.
Sul fianco sinistro passa la pista di sci che porta in fondo alle funivie, e il povero pedalatore può solo sognare di salire con la seggiovia quadrupla che lo sovrasta.
La velocità non supera i 10km/h, il che vuol dire che servono quasi 20 minuti per percorrere i 3km di durissimo rettilineo. Finalmente, la Capanna Bill dopo una curva lascia presagire una tregua; in realtà la pendenza non si addolcisce di molto, ma la presenza dei tornanti nel tratto finale rende la salita un pò meno infernale, anche se la fatica fa bruciare i muscoli e annebbia il cervello.

Questa mattina era previsto tempo grigio.... quindi partenza in autobus per il Passo Fedaia, giro del lago e rientro per il pranzo.
Poi naturalmente giro in bici.... perchè domani andiamo alle Torri del Vajolet e ci vorrà tutto il giorno (... e ci sarà anche tanto sole!).
Decido di andare a “saggiare” la Val Niccolò da Meida.... dico: “non sarà niente di speciale....” e non potevo che sbagliare!!!
E' una vallata splendida, 6.3 km di strada con pendenza media del 8.0 %, con punte del 14%..... dura, bella dura, ma con un panorama in quota (1765 mt) dove finisce la strada asfaltata che ripaga dello sforzo.
Torno indietro e vado a fare la salita per il Rif.Gardeccia (1915 mt.), anche qui non mi aspettavo una salita così BESTIALE!!!!
Si parte subito al 12% dal bivio di Pera di Fassa.....da un attimo (300 mt) di respiro dopo 1.5 km e poi non molla più, si sale sempre sopra al 12% con punte del 18% proprio nel tratto finale.
Ho dovuto usare il 34x25 altrimenti non andavo sù!!!
Gli ultimi 1500 metri hanno una pendenza media del 15%..... e quella rampa al 18% dopo le precedenti salite spezza davvero le gambe.
Ricapitolando:
Val San Niccolò da Meida:
6,2 km,
Partenza 1262 mt
Arrivo 1763 mt
Pendenza media 8.0 %
Salita Rif. Gardeccia da Pera di Fassa:
6,050 km
Partenza 1327 mt
Arrivo 1915 mt
Pend. Media 10%










E stasera.... cena al "Vecchio Mulino"....
Stamani presto giro in agilità per sciogliere la gamba in previsione di domenica....



